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Due paroline sui brogli elettorali

Leggendo le affermazioni di molti esponenti della Casa delle Libertà sui brogli elettorali lo ammetto, se soltanto fossi un’osservatrice qualunque mi verrebbe la tentazione di pensare che lo schieramento perdente, seppur di pochissimo ma perdente, non vuole darsi per inteso della sua sconfitta.

Tuttavia in questo caso non mi sento proprio un’osservatrice qualunque e devo invece sottoscrivere che la questione dei brogli elettorali è molto seria e niente affatto pretestuosa.

Parlo per fatto personale e potrei portare gli atti di un processo penale durato sei anni e conclusosi con un accertamento del reato ma anche con l’impossibilità a procedere per prescrizione del reato. E con l’esito che, nonostante fosse ormai acclarato che l’elezione era avvenuta con i brogli, l’imputata beneficiante non ha mai lontanamente pensato di dimettersi, nemmeno per decenza. Il fatto è accaduto diversi anni fa ma a tutt’oggi entrambi gli imputati di allora ricoprono ruoli istituzionali e politici. Dunque carta canta e ho raccontato la vicenda per dimostrare che qualche titolo per parlare di questo argomento ce l’ho.

E soprattutto per segnalare che, sebbene si tratti spesso di realtà poco conosciute, bisogna ammettere che fa parte della forma mentis di una certa parte di una certa sinistra (i distinguo sono d’obbligo) il pensiero che i brogli elettorali possano anche essere un mezzo un po’ machiavellico, illegale ma moralmente lecito, per dare un ‘aiutino’ alla propria parte politica affinché raggiunga il sommo bene che, guarda un po’, incidentalmente coincide anche con il bene pubblico. Tanto da arrivare, come nel caso in questione, a compiere brogli elettorali addirittura a scapito di candidati della propria lista i quali, però, rappresentavano un’altra anima politica, magari un po’ più liberale.

Dunque è giusto: in democrazia chiunque deve saper perdere, ma avanti con i controlli affinché sia pienamente rispettata la libertà e la scelta dei cittadini, senza criminali ‘aiutini’ da parte di nessuno.

Pubblicato il 13/4/2006 alle 17.38 nella rubrica Diario.

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