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Piccola riflessione pre-elettorale. Delle alterne sorti della politica

Immediatamente prima che si voti vorrei fare una piccola riflessione a futura memoria prima che sia troppo tardi per dirla senza attirare su di me dei sospetti.

Avverto già un certo ‘timore e tremore’ in chi teme di poter perdere le elezioni, e una certa euforia serpeggiante in chi ritiene di essere lì lì per vincerle.

Questo mi fa ricordare le parole di un’amica altamente coinvolta in politica alla quale un giorno un anziano zio, anch’egli politico di lungo corso, disse che il bello della politica è questo, che oggi sei giù e domani sei su, che oggi sei su e domani sei giù.

L’invito che mi viene di lanciare un po’ a tutti (politici di professione, entourage politici – che sono quelli che in genere se la tirano di più, militanti e simpatizzanti d’ogni sorta e di ogni livello) è dunque quello di non prendersi troppo sul serio quando si è al potere, di ricordarsi che anche alla psiche fa bene non identificare ridicolmente la propria identità con il ruolo che si sta incidentalmente ricoprendo in quel momento, e allo stesso tempo di cogliere anche la grande libertà e di voler coltivare l’inventiva e la capacità di creare e costruire, quando si è invece in minoranza.

Al futuro vincitore mi viene da dire di gioire e gioire a giusta ragione della sua vittoria, e di godere la pienezza di questo momento, ma avendo sempre la grazia di ricordare di non gonfiarsi mai troppo il petto. Al futuro sconfitto direi di esaminare tutto quello che lo ha portato a questo punto ma, mentre si legga le ferite, di ricordare anche che è proprio questo il momento in cui avrà la grande occasione di dimostrare di essere un vero politico e non soltanto un uomo amante del potere e dei suoi pur confortevolissimi orpelli.

La ruota gira e va su e giù. E chi ama davvero la politica la ama sempre, anche adesso.

Pubblicato il 8/4/2006 alle 21.51 nella rubrica Diario.

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