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Tamponamenti a catena nel teatro dell'assurdo

Insomma: stasera dovevamo vedere a Matrix un dibattito tra due leader dell’attuale governo, Casini e Fini, e due della sinistra, Fassino e Rutelli. Sarebbe stato certamente utile ascoltarli, mentre facevano un po’ il punto della situazione negli ultimi giorni di campagna elettorale.

Poi Carlo Rossella e Toni Capuozzo volevano fare un approfondimento del TG5 nella trasmissione ‘Terra!’ di stesera, senza le gabbie che ci sono toccate con le sfide tv della Rai. Berlusconi decide di andare, Prodi dice che l’invito è tardivo e poi ha l’agenda piena, allora si decide per un Berlusconi da solo contro cinque giornalisti di sinistra. Ma i direttori delle testate di sinistra si rifiutano al grido: ‘nessuno vada’. Nel frattempo l’Authority dichiara che non ne sapeva nulla e che ad ogni buon conto nessuna autorizzazione preventiva poteva essere rilasciata. Negli studi di Matrix mancavano soltanto Rutelli e Fassino per registrare la puntata. A quel punto si scatena il finimondo. Proteste di tutti contro tutti, Fassino e Rutelli comunicano che non andranno alla trasmissione per protesta. Fini e Casini indicono una conferenza stampa seduta stante negli studi televisivi, finché Berlusconi non fa sapere che rinuncerà a ‘Terra!’. A quel punto i due leader della sinistra fanno sapere che allora stanno andando a Matrix, quando Fini e Casini allora in segno di protesta contro quella che definiscono maleducazione e la volgare scorrettezza dei rappresentanti del centrosinistra dicono che adesso se ne vanno via loro. Contro-conferenza stampa volante di Rutelli e Fassino.

Il risultato è che nessuno andrà da nessuna parte e che stasera Mentana, che giustamente si definisce “vittima di un tamponamento a catena” terrà una trasmissione in cui racconterà soltanto quello che è successo, ovvero il tamponamento a catena.

Domanda: che beneficio trae il diritto del cittadino all’informazione da tutto questo?

Seconda domanda: dove finirà tutta questa febbrile tensione all’indomani delle elezioni? Quando questo delirio psicomotorio di tutti sarà terminato ci sentiremo forse svuotati perché nel frattempo ci avevamo preso gusto? Sarebbe bello conoscere chi (se c’è, ma è sicuro che c’è) dietro le quinte in silenzio, a destra come a sinistra, si sta attrezzando per reggere le sorti di quest’Italia e, al di là dei proclami volti a riscuotere consensi, quale ingredienti avrà la ricetta che gli toccherà propinarci.

Pubblicato il 5/4/2006 alle 19.32 nella rubrica Diario.

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