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Sartori: "In Italia la destra è raccogliticcia e la sinistra non ha idee", La Stampa del 3 aprile

In un’intervista sulla Stampa di oggi “In Italia la destra è raccogliticcia e la sinistra non ha idee” (pag.2) il professor Giovanni Sartori, che è apertamente schierato a sinistra o almeno contro Berlusconi, ne ha per tutti e pone anche qualche questione di un certo interesse. Alla domanda su quali siano oggi i punti di riferimento ideali della destra e della sinistra, risponde: “La destra un’identità vera non l’ha mai avuta, e forse non la cerca nemmeno. I suoi punti di riferimento restano sempre gli stessi: il libero mercato, la concorrenza, la libertà, la fede nell’individuo. Tutte cose di cui però i suoi dirigenti non sanno granché e nelle quali credono fino a un certo punto. La destra, intellettualmente, rischia poco. Invece la sinistra è in gravissima difficoltà: ha perso il suo ideale vivente, l’Unione Sovietica. Checché se ne dica, e fino a dopo la vicenda dei missili di Comiso, il Pci ha sempre sostenuto la politica di conquista sovietica. Oggi si arrabatta per cercare un’identità, in un modo a mio avviso stravagante. Dicono ‘viva i matrimoni gay’; ma si vogliono identificare con i gay? Sia chiaro: io non mi scandalizzo, ma non riesco a capire quale sia il nesso fra omosessualità e la sinistra. Si dicono terzomondismi. Anche in questo caso si tratta di una scelta politica che rischia di identificarli con l’Islam. E’ di sinistra dire ‘viva i musulmani?’.

L’intervista a Sartori si conclude inoltre con un tema a me molto caro. Il giornalista chiede: ‘Il tema dell’ecologia? Non potrebbe essere un elemento caratterizzante l’azione della sinistra?’, e Sartori: “Lo vado dicendo da tempo. La situazione ecologica è grave, gravissima. Rischiamo il collasso globale. La destra in tutto il mondo ha una fiducia illimitata nel mercato e nelle sue terapie. Compito della sinistra dovrebbe invece essere quello di non crederci. Non capisco perché non sposa fino in fondo la battaglia ecologica. E non è nemmeno vero che sarebbe una battaglia difensiva, contro il progresso. Ripulire la terra è un investimento più importante di quello di sporcarla. Anche la politica ecologica produce stipendi e posti di lavoro. Se la sinistra capisse che la destra su questo tema si è imbottigliata guadagnerebbe popolarità e un sacco di voti. Invece la sua adesione all’ecologismo è marginale. Lo si lascia ai Verdi – che sono ecologisti da quattro soldi -  o ammiccando alle battaglie dissennate dei no-global come quella contro la Tav”.

Ottima la premessa, prof. Sartori: l’ecologia dovrebbe assumere un ruolo primario nei programmi politici. Meno condivisibile invece la conclusione che lei ne trae, ovvero che questo tema dovrebbe diventare un punto discriminante tra la destra e la sinistra, e dunque che l’ecologia dovrebbe diventare ‘di sinistra’: proprio perché si tratta di una questione cruciale per tutti sarebbe forse arrivato il momento che nessuno si sentisse autorizzato a scrollarsene le coscienze, da destra come da sinistra, relegandone la responsabilità e la titolarità ad un solo schieramento politico. Figuriamoci, e su questo lei ha ragione, ad un partitino del due per cento come avviene oggi.

Pubblicato il 3/4/2006 alle 15.2 nella rubrica Al momento abbiamo un solo pianeta.

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