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Rassegna stampa: Perché quel no ai volenterosi? (Sartori sul Corriere della Sera)

Non saprei dire esattamente perché ma trovo che questo editoriale di oggi del prof. Sartori sul Corriere della Sera abbia qualcosa di delizioso...

Il premier e la ricerca della stabilità Perché quel no ai volenterosi?

di
Giovanni Sartori
Ricordate Fazio, già governatore della Banca d'Italia? Quando il coro di chi ne chiedeva le dimissioni divenne assordante, Fazio ebbe (ci racconta) un sogno. Nel sogno gli apparve Sant'Agostino che lo esortò a non cedere, a resistere. Da allora soffro di gelosia. Perché da me, nei miei sogni, non viene mai nessuno? Prega e riprega, l'altra notte sono stato accontentato. No, Sant'Agostino mi ha snobbato. Ma in compenso mi è apparso il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che mi chiedeva: perché non scrivi, perché non mi difendi? Gli rispondo: taccio, è vero, da tempo; ma taccio per amicizia, e non perché il mio sia un silenzio-assenso. All'opposto, il mio è un silenzio-dissenso.
Prodi mi guarda stupito: ma come, se eri contro Berlusconi, ora devi essere, per coerenza, per me. Ma questa è la logica degli schierati, e io non lo sono. Per me se uno è un imbecille non ne consegue che il suo contraddittore sia un genio: possono essere imbecilli tutti e due. E se Berlusconi ha fatto male perché ha governato per se stesso, Prodi fa male, si direbbe, perché sbaglia, perché ha l'istinto di sbagliare.
Prodi incalza a muso duro: dove e quando avrei sbagliato? Vedi — rispondo — a mio avviso il tuo errore di fondo è, quasi da sempre, il tuo Bertinottismo. Non hai mai cercato di ridurre e contrastare l'estremismo di sinistra. Quando Bertinotti ha silurato il tuo primo governo, il suo era un appoggio esterno che ti lasciava libero di accettare, in alternativa, l'appoggio esterno di Cossiga. Lo hai rifiutato e ti sei autoaffondato.
Dopodiché ti sei convinto che per ammansire Rifondaroli e compagni te li dovevi portare in casa. E così ti sei impiombato: non hai più la scelta di cambiare alleato. D'altra parte, spostando l'asse del governo a sinistra, mantieni voti che hai già. Però perdi i voti dei moderati e dei riformisti del centrosinistra senza i quali è pressoché inevitabile che le prossime elezioni le vinca Berlusconi.
Mi accorgo che Prodi si acciglia. Ma è ancora lì, e ne approfitto per continuare. Quel che non capisco, Presidente, è come riuscirai a governare. A Berlusconi conviene che la Finanziaria sia a tuo carico. Ma poi? A tutti gli effetti pratici il tuo è un governo a maggioranza spappolata e friabile, e così l'equivalente di un governo di minoranza. Il che ti impone di accettarne le regole e, per esempio, l'appoggio di «alleanze di volenterosi». I tuoi «sinistri» ti impediscono di allargare la coalizione, ma non ti possono impedire di essere aiutato di volta in volta da chi è disposto ad aiutarti. Ma sei tu che non vuoi, che rifiuti i volenterosi. Come nel 1998? Sì, lo so che conti su Casini che teme (come dovresti temere anche tu) nuove elezioni, e sul fatto che i nuovi eletti maturano il diritto alla pensione dopo due anni (il che li rende interessati a farti durare fino al 2008). Ma se si rivota e se perdi, le pensioni le perdono soltanto i tuoi. Amen. Quanto a Casini, voglio vedere come riuscirà a fermare un Berlusconi vieppiù scatenato dal tuo calo di popolarità.
Da ultimo avevo parlato con gli occhi bassi. Li alzo appena in tempo per vedere un coltello che sta per tagliarmi la gola. Spaventatissimo, mi sveglio. Però che brutto sogno, che incubo.
27 ottobre 2006

Pubblicato il 27/10/2006 alle 18.35 nella rubrica Articolo del giorno.

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