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Cercando uno scontro di inciviltà

Senza parole.
Dal Corriere della Sera

Il governo ha incaricato la polizia religiosa di far rispettare il nuovo bando
In Arabia cani e gatti nel mirino della polizia
Ritenuta troppo occidentale l'abitudine di tenere in casa gli animali domestici ma non mancano le critiche
GEDDA (Arabia Saudita) - La Muttawa, la polizia religiosa dell'Arabia saudita, sino ad oggi era famosa per il suo rigore nei confronti delle donne musulmane che non portavano il velo e verso gli uomini che non si ricordavano di santificare i giorni festivi. Ma in questi ultimi giorni si sta distinguendo per un nuovo tipo di repressione: proibire la vendita di gatti e cani. Infatti una nuova legge dell'Arabia Saudita ha messo al bando le due specie perché considerate troppo "occidentali" e contrarie alla tradizione islamica.
REPRESSIONE - «Troppi giovani li hanno comprati e passeggiano con questi in pubblico» afferma un comunicato redatto dal Ministero dell'Interno saudita. Ma questa nuova interdizione non ha stupito solo gli occidentali, ma anche i cittadini islamici sebbene già qualche mese fa il governo conservativo arabo avesse definito i cani animali sporchi e contrari all'Islam. Infatti secondo la tradizione islamica, Maometto, fondatore della religione musulmana, amava i gatti e una volta avrebbre lasciato un gatto bere dell'acqua sacra con la quale poi si sarebbe successivamente lavato
AUTORITA' - Le autorità arabe hanno definito la pratica di avere in casa cani e gatti "occidentale", anche se nei paesi islamici ormai da secoli si è affermata questa tradizione, sebbene i cani siano considerati meno "nobili" dei gatti. I cani però sono allevati come guardiani delle case e per la caccia. Tutto è cambiato, secondo quanto dicono gli esperti arabi, da quando il mondo occidentale è penetrato profondamente nella cultura araba. Negli ultimi decenni infatti, afferma un reportage di Al Jazira, «possedere cani e gatti è divenuta una vera e propria moda tra i sauditi. Mostrarsi con un pit-bull, un dobermann o un altro cane di razza è diventato uno status symbol». Da ciò è seguito il bando perchè continua il reportage «la pratica è una pericolosa imitazione dei non islamici, non molto diversa dal mangiare al fast food, vestire jeans e shorts o sentire pop music».
BANDO - Il governo farà di tutto per far rispettare il bando, ma allo stesso tempo teme che il decreto possa mettere in pericolo l'ordine pubblico. Esistono in Arabia Saudita molti rivenditori di animali domestici e veterinari. Il governo ha già fatto sapere che non proibirà le loro attività e su di essi non è imposta nessuna restrinzione e ha anche precisato che si cercherà di colpire «chi ama i cani e i gatti e si diverte a portarli in giro, non chi li usa per la caccia o per proteggere le proprie residenze».
LE CRITICHE - Ma le lamentele non mancano e la stampa meno conservatrice e i cittadini più progressisti affermano che il governo dovrebbe guardare ai veri problemi che affliggono il paese come il terrorismo e la disoccupazione. «Sono rimasto scioccato quando ho saputo di questa decisione» afferma Fahd al-Mutairi, che possiede 35 animali domestici. «Ciò che è più preoccupante è che questo decreto è stato scritto da persone che non sanno nulla in materia di animali»
Francesco Tortora
11 settembre 2006

Pubblicato il 13/9/2006 alle 0.1 nella rubrica Scontri culturali.

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