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Contro alcune idee preconcette sul referendum

25 giugno: come liberarsi dagli slogan

Certe argomentazioni utilizzate dai sostenitori del sì o del no per convincere gli elettori, francamente proprio non convincono. Due su tutte.

Vecchiaia
Se qualcuno vuole cambiare in maniera radicale la Costituzione ne ha tutto il buon diritto e può anche averne delle buone ragioni, ma per favore non ci venga a dire che va fatto perché la costituzione è “vecchia”. Quella americana risale alla fine del Settecento, e da allora è stata soltanto emendata in base ad alcune mutate esigenze legate all’evoluzione dei tempi.
Lo stesso dicasi per chi, all’inverso, tromboneggia circa una presunta sacralità della stessa.

La curva sud
Non si capisce perché mai in occasione di ogni referendum sia fatta concessione dai partiti ai propri elettori di poter esercitare una certa libertà di coscienza, ammesso che la gente aspetti realmente cotanto nulla osta e non faccia già un po’ come gli pare. Per questo referendum no. Non è ammessa libertà di coscienza.
D’accordo, si tratta di pur sempre di un referendum di natura diversa da quelli abrogativi e senza quorum, ma mi chiedo perché la nuova struttura costituzionale dello Stato (destinata a durare almeno per qualche decennio, suppongo) debba diventare un plebiscito pro o contro Prodi e Berlusconi, i quali appartengono comunque ad uno scenario politico assolutamente legato all’attualità, e che probabilmente è alquanto destinato a cambiare tra due anni od anche tra sei mesi. Dopodichè resterà a tutti l’eredità della nuova o della vecchia Costituzione.
In un regime bipolare come il nostro credo sia innegabile che qualunque essere pensante non faccia fatica ad identificarsi sempre al mille per mille con ogni proposta ed ogni legge approvata non dico dalla coalizione, ma anche semplicemente dal partito che sceglie di votare.
Perché allora in questa occasione i partiti si esprimono come se gli elettori dovessero diventare soltanto tifosi della curva sud e fanno finta di negare anche la sola possibilità che esistano elettori di centrodestra che non condividono questa riforma ed elettori di centrosinistra che apprezzano il tipo di scelte introdotte nella norma sottoposta a referendum? Personalmente trovo da sempre lo spirito da tifo calcistico un'espressione d’insipienza e di ottusità, quando questo viene esercitato al di fuori dello stadio, nella politica come nella vita.
Dunque ben venga uno sforzo per informarsi effettivamente sui contenuti dell’oggetto del referendum, perché avranno una portata immensa: non c’entrano niente né con Prodi né con Berlusconi, non crediamo a certe balle e votiamo con la testa libera dagli slogan.

Pubblicato il 20/6/2006 alle 21.58 nella rubrica Diario.

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