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31 luglio 2008

A processo

La redazione di Libero è sempre molto sensibile verso i temi che riguardano i diritti dei senza voce.
Salviamo Ciutù.




permalink | inviato da danielacondemi il 31/7/2008 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


24 luglio 2008

Animali & diritti

Le fattorie del dolore.


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18 luglio 2008

Liberati gli attivisti di Greenpeace che difendono le balene

Greenpeace: attivisti rilasciati!

E' ora di investigare sulla corruzione della caccia baleniera



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10 luglio 2008

Il G8, la fame nel mondo e la responsabilità degli allevamenti intensivi

Pochi ma fortissimi motivi per decidere di aprire gli occhi e capire

quanto il consumo di carne sia nocivo anche per l'umanità.


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9 luglio 2008

Rassegna stampa: Emergenza ingiustizia

Filippo Facci per il Giornale

Chiedetelo ai beoti di Piazza Navona, chiedetelo ai centinaia di sottovuoto-spinto che ieri erano indecisi se ascoltare Beppe Grillo o fare lo struscio in corso Vittorio: di quale giustizia dovremmo parlare? Di quella evocata dal pitecantropo molisano che associa un governo democratico a «magnaccia» e «stile mafioso» e «stuprare i bambini»? O quella di un pluriomicida, Michelangelo D'Agostino, che i bambini intanto li sorvegliava in un parco giochi? Dopo che aveva già ammazzato quindici persone? Dopo che aveva già preso un bambino in ostaggio?
Qual è il problema della giustizia in Italia? Il Lodo Alfano? Quel pateracchio inesistente che è il processo Mills, che finirà in niente come sanno tutti? La Carfagna? La moglie di Willer Bordon? Sono gli scatti professionali dei magistrati, il problema? Loro sfilano, giocano con le bandierine, si trincerano nel nulla internettiano come alternativa alla Playstation, incassano grano da libri e dvd: chissà quanti di loro parleranno di Michelangelo D'Agostino, oggi. Chissà quanti chiederanno conto all'intoccabile terzo potere italiano di un signore di 53 anni che è stato libero di ammazzare un'altra volta dopo averne spazzati via 15. Bella la vita del pirlacchione che manifesta a piazza Navona. E bella la vita dei Michelangelo D'Agostino, una vita al massimo.
Non è lui il problema. È già un camorrista, nell'aprile 1983, e in un conflitto a fuoco coi carabinieri viene beccato: finisce dentro. Non è un problema. Era già un killer, faceva parte della Nuova Camorra Organizzata e nel 1985 si accodò alla messe di pentiti che dal nulla accusarono Enzo Tortora di essere uno di loro, un infame: disse che il giornalista faceva parte del clan di Cutolo e contribuì sensibilmente a farlo condannare in primo grado: «Ho firmato i verbali senza leggerli, speravo in qualche beneficio», dirà anni dopo. Torna in galera, ma nel 1997 ecco la semilibertà. In fondo era uno che aveva semplicemente detto ai magistrati che «uccidere è quasi un gioco, ho cominciato per caso, poi ci ho preso gusto e ho continuato. Prendevo a calci i cadaveri; baciavo la pistola sporca di sangue». In libertà.
Esce e subito due rapine, «spatascia» un'auto contro un semaforo, sequestra una madre col figlioletto in carrozzina; cede alle forze dell'ordine solo dopo essersi preso due proiettili in corpo. Passa un po' di tempo ed eccoti un'altra licenza premio (premio di che?) che lui utilizza immediatamente per rapinare un bar e fottersi 4.000 euro: per quel che sappiamo. Poi, essendo palesemente una persona seria e affidabile, nell'aprile scorso ottiene una bella licenza lavorativa e lascia il carcere Calstelfranco Emilia, vicino a Modena, e se ne va a Pescara improvvisandosi guardiano del parco giochi Villa De Riseis, dove pure dorme e fa lavoretti vari. Era un lavoro regolare? No. Aveva un contratto? No: la cooperativa che gestisce il parco lo lasciava fare al pari dei Servizi sociali cittadini. È passato anche dalla Caritas: «Ma dalla magistratura», ha detto il direttore don Marco Pagnillo al Corriere della Sera, «non ho mai ricevuto nessuna disposizione». Non lo controllava nessuno. E nessuno, invero, aveva ricevuto mai nessuna comunicazione da nessuno. Si sono limitati ad allontanarlo anche dalla Caritas, perché non stava alle regole.
Tra due settimane avrebbe dovuto tornare in carcere, ma probabilmente non ci pensava nemmeno. Ed ecco dunque che lui, un uomo che aveva compiuto oltretutto quindici omicidi in tre mesi, domenica scorsa decide di emanciparsi dalla sua «licenza trattamentale» e, dopo una lite da niente, spara in testa e all'addome di Mario Pagliaro, 64 anni, moglie e figli, trucidato tra le mamme e i bambini. Avevano litigato, sapete. È rimasto libero fino a ieri pomeriggio e ha vagato tranquillo per il nostro Paese, armato. E non una parola: silenzio da un mondo politico e giornalistico tutto concentrato su una banda di cialtroni intenti a spiegare come il problema, tra questo porco assassino e Silvio Berlusconi, sia il secondo. Perché è ancora libero.




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8 luglio 2008

Divagazioni: Mina, Oggi sono io

Sarà che è estate, sarà che sfogliando i giornali avverto un generale senso di squallore,
ma forse si era capito che in questo periodo ho sempre meno voglia di scrivere di politica
e sempre più di ascoltare musica.
Sarà che Youtube è una miniera inesauribile di piccoli capolavori, 
e in questi giorni ne ho scoperto un altro.



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1 luglio 2008

Alemanno svegliati

ROMA: LAV, BLOCCATI FONDI PER SOSTENERE ANIMALI OSPITATI IN STRUTTURE COMUNALI. LEGA ANTIVIVISEZIONE SOLLECITA MISURE URGENTI
Roma, 1 lug.- (Adnkronos) - La Lega Antivivisezione di Roma è stata informata recentemente che il Comune di Roma avrebbe bloccato l'erogazione dei fondi normalmente versati alle Associazioni che gestiscono, in convenzione, le strutture del Comune adibite ad ospitare migliaia di sfortunati animali'. Lo afferma la Lav in un comunicato.
'Il blocco dell'erogazione di questi fondi, elargiti da diversi anni dal Comune ad alcune associazioni animaliste, composte in gran parte da personale completamente volontario- spiega Bruno Ceravolo, Responsabile Provinciale della Lav di Roma- per sostenere migliaia di sfortunati cani e gatti di proprieta' del Comune di Roma, rischia di compromettere seriamente le condizioni di salute di tanti animali trovatelli, ospitati e curati nelle strutture in attesa di un futuro piu' fortunato, e di rallentare fortemente l'attivita' delle associazioni impegnate nel monitoraggio del territorio. Sollecitiamo il Sindaco, Gianni Alemanno, l'Assessore all'Ambiente, Fabio De Lillo, ed il Direttore del X Dipartimento del Comune di Roma, Bruno Cignini, ad impegnarsi per una rapida e positiva soluzione della triste vicenda - continua Ceravolo- Riteniamo che la situazione di difficoltà economica che attanaglia il Comune di Roma non debba mai ed in nessun modo ricadere sulla pelle dei piu' deboli ed indifesi della societa', 'ruolo' rappresentato in questo caso dagli animali'.
Lav di Roma auspica infine 'un'immediata soluzione positiva dell'annosa vicenda, e sollecita l'Amministrazione Comunale ad impegnarsi prontamente per sbloccare l'erogazione dei fondi necessari al sostentamento di migliaia di sfortunati animali, bisognosi di cibo, ma anche di cure mediche, farmaci e del sostegno dei volontari animalisti'.

(Zla/Zn/Adnkronos) 01-LUG-08 12:56


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permalink | inviato da danielacondemi il 1/7/2008 alle 20:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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