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16 febbraio 2008

Rassegna stampa: Moratoria per il "Foglio"

di Filippo Facci per Il Giornale
Il Foglio, per anni, è stata l’unica novità giornalistica disponibile su piazza. I colleghi ne subivano l’influenza, lo sorvegliavano, chi non lo leggeva finiva per subirlo. Sorto nella scia di memorabili battaglie giudiziarie e culturali (culturali, sì) il piccolo quotidiano ha vissuto fasi alterne e persino gossipàre, sino a tornare tremendamente in riga dopo l’11 settembre. Ora il giornale è cambiato davvero, lasciando di stucco anche molti che ci lavorano e che si ritrovano avvolti da un’aura apocalittica, che ha tolto ogni sorriso: nessuna finta ironia può dissimulare il passaggio da un libertarismo sgangherato a un’enclave teologica in territorio laico, un’autoinvestitura imbarazzante. Non c’è più traccia dell’agorà anarcoide di un tempo: ora è veramente il giornale di Giuliano Ferrara e della sua lista, non è più un crogiolo che fonda opinioni per un fare dibattito vero, mirato alla riduzione del danno e dell’aborto: vuole dividere e c’è riuscito, vuole far casino, derivarne irrigidimenti e bipolarismi esistenziali, far scendere la gente in piazza come trent’anni fa (incredibile) e purtroppo esaltare le sciocchezze di entrambe le parti. Non ne avevamo bisogno, questo almeno penso io. Del Foglio invece sì, e ci manca. Anche questo è un omicidio su un corpo vivo.


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8 febbraio 2008

Stavolta a Roma il centrodestra gioca seriamente la sua partita



In occasione delle precedenti elezioni amministrative a Roma come a Napoli il centrodestra scelse di fatto di non correre. Tralasciando Napoli, diciamo che per Roma Alemanno di per sé sarebbe
anche stato un ottimo candidato, se soltanto la sua candidatura non fosse giunta al termine di una goffa campagna elettorale in cui la CdL presentava ben tre – dico tre – candidati a sindaco, e fosse stata invece costruita per tempo. Ma in quel modo fu invece come a dire a Veltroni: a competere con te nemmeno ci proviamo.

Scelta molto diversa questa volta. Il neo “Popolo della Libertà” pare che intenda competere seriamente, e per ora il nome che circola è uno dei migliori che possano venire in mente, e cioè Franco Frattini.

E consideriamo anche che la candidatura di Rutelli,  sicuramente molto più debole di quella di Veltroni: l’attuale ministro dei beni culturali non suscita infatti grandi entusiasmi praticamente da parte di nessuno, incomincia seriamente ad essere  un simbolo della seconda e forse anche della prima repubblica e, per finire, per la città in particolare rappresenta una minestra riscaldata non una, ma ben due volte. Insomma, stavolta si può almeno dire che la partita sia aperta.

 


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permalink | inviato da danielacondemi il 8/2/2008 alle 18:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


6 febbraio 2008

Cosa loro



Pare che Veltroni voglia far fuori tutti dalle liste, tranne lui.
Tanto che importa, con questa legge non c'è mica la preferenza.
Tanto che importa, mica si è chiamati a render davvero conto agli elettori di fatti e di misfatti, e le liste si fanno tra amici nelle segrete stanze. Anzi, nel loft, in questo caso.
Tanto vedrai, che i napoletani sono abituati ad accettare l'inaccettabile e, alla fine, sopporteranno di certo anche questo. Senza neanche blaterare più di tanto.
Tanto comunque il PD è il nuovo per antonomasia, persino se presenta Bassolino.
Tanto comunque è cosa loro.

PS: aggiornamento. Lo stesso Giornale oggi smentisce l'ipotesi precedente.
Bassolino non sarebbe candodato alle prossime politiche ma - più in là - mandato a rappresentarci in Europa.
Peggio mi sento.


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