.
Annunci online

  danielacondemi politica, antipolitica, ecologia
 
Mondo
 


NON SONO LE IDEE
CHE MI SPAVENTANO,
MA LE FACCE".
(L. Longanesi)

politichiamo



In particolare:
Appunti e spunti per un centrodestra ecologista

L'Altra Napoli
La società del rifiuto
Intervista ad Ale e Franz



Inserisci la tua e-mail:


Powered by FeedBlitz





tutto blog
Antivirus gratis in italiano per vista,  windows vista e xp
Statistiche gratis


31 luglio 2008

A processo

La redazione di Libero è sempre molto sensibile verso i temi che riguardano i diritti dei senza voce.
Salviamo Ciutù.




permalink | inviato da danielacondemi il 31/7/2008 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


10 luglio 2008

Il G8, la fame nel mondo e la responsabilità degli allevamenti intensivi

Pochi ma fortissimi motivi per decidere di aprire gli occhi e capire

quanto il consumo di carne sia nocivo anche per l'umanità.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. g8 carne allevamenti intensivi

permalink | inviato da danielacondemi il 10/7/2008 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 ottobre 2007

La sfida più grande

NOBEL PACE A GORE, AMBIENTE PIU' GRANDE SFIDA UMANITA' /ANSA
RIVINCITA MA CASA BIANCA NON PIU' VICINA; BUSH NON CAMBIA ROTTA (di Alessandra Baldini) (ANSA) - NEW YORK, 12 OTT - La vendetta e' un piatto al global warming: dopo aver vinto un Emmy per la televisione e un Oscar per le sue battaglie verdi, l'ex vicepresidente Al Gore, 59 anni, ha condiviso con il Comitato Intergovernativo dell'Onu per i Cambiamenti Climatici (Iccp, una rete di 2.000 scienziati) il premio Nobel piu' ambito, quello per la Pace.
Il mutamento climatico 'e' la piu' grande sfida dell'umanita'', ma e' anche 'una grande opportunita'' ha commentato l'ex numero due di Bill Clinton, che devolvera' la sua meta' del premio da 1,56 milioni di dollari alla fondazione bipartisan e no-profit Alliance for Climate Protection. A Palo Alto, in California, Gore si e' presentato davanti alle telecamere ma non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti, eludendo quella che ogni reporter negli Usa avrebbe voluto porgli: usera' la piattaforma del premio per candidarsi alla Casa Bianca?
Per Gore potrebbe essere una nuova vendetta: l'occasione per far fuori Hillary Clinton, con cui dai tempi dello scandalo Monica Lewinski non corre affatto buon sangue.
Il crescendo del Draft Gore Movement, il movimento di base per convincere il vincitore del voto popolare del 2000 a uscire dall'esilio politico con una raccolta forte finora di oltre da 136 mila firme, raggiungera' probabilmente il suo apice alla vigilia del 2 novembre, scadenza ultima per entrare in gioco nelle primarie del New Hampshire. Ma le chance di un ingresso in pista sembrano minime: 'Gli ho chiesto tante di quelle volte di farlo che mi ha chiesto di smettere di chiamarlo', ha detto l'ex presidente Jimmy Carter, vincitore di un premio Nobel per la Pace nel 2002.
Oggi, nel giorno dell'annuncio da Oslo, e' stato negli Usa il giorno delle congratulazioni: al coro unanime dei democratici, guidato dall'antico boss Bill Clinton e dalla potenziale rivale e vecchia nemica Hillary, si e' unita anche la Casa Bianca di George W. Bush con un indispettito: 'Gore sara' felicissimo' e poi un fermo e secco: 'Noi non cambiamo rotta'.
E' un piccolo paradosso della storia: nel giorno della rivincita di Gore, il rivale del 2000 che lo derideva col soprannome di 'Ozone Man' e' al nadir della popolarita', azzoppato oltre che dal naturale processo di senescenza dei presidenti americani a fine mandato, da scelte politiche impopolari in politica interna e sul fronte dell'effetto serra.
Bush aveva snobbato il discorso di Gore all'Onu e a fine settembre l'autore di 'Una scomoda verita'' gli aveva chiesto di lanciare un nuovo Piano Marshall Globale per l'ambiente. Oggi il senso del Nobel - come si legge nella motivazione - e' un riconoscimento che Gore ha fatto piu' di ogni altro (con la sola eccezione di Madre Natura, ha notato il settimanale 'Time') per provocare una rivoluzione nel modo di pensare dell'opinione pubblica sulle misure che occorre adottare per fermare il global warming: una stragrande maggioranza di americani - il 90% dei democratici, l'80% degli indipendenti, il 60% dei repubblicani - e' convinto che una 'azione immediata' sia necessaria per far fronte all'emergenza clima.
Che questa consapevolezza possa far da trampolino a una nuova corsa presidenziale in un campo dominato dalla front-runner (e antica rivale) Hillary Clinton e' tutto da vedere. Fonti vicine a Gore hanno ribadito che l'ex vice di Bill Clinton non ha intenzione di candidarsi. 'Non lo fara'', ha confermato 'Time', notando che entrando in gara 'Gore si brucerebbe una felicita' conquistata a fatica, ed e' ancora piu' felice e realizzato adesso che i fatti gli hanno dato ragione'.
Quanto e' realistica una candidatura di Gore? Gli ostacoli pratici di mettere in piedi una macchina elettorale in questa fase avanzata della corsa sono molti. Ma per James Carville, ex stratega di Bill Clinton, c'e' 'il 25 per cento' di possibilita' che l'ex vice di Bill si rimetta in gioco e 'non e' ancora troppo tardi'.
Ma ogni premio che passa per Gore e' la conferma che ha fatto la scelta giusta a lasciare la politica attiva: 'Sara' lui il kingmaker delle prossime elezioni', ha pronosticato la sua ex collaboratrice Donna Brazile, che oggi e' alla Cnn. E cosi' il 'New York Times': 'Con la scelta del candidato a cui dara' il suo appoggio, sara' l'ago della bilancia della campagna'.
(ANSA) BN 12-OTT-07 20:45


Al Gore named 2007 Nobel Peace Prize winner!

Live Earth extends our most enthusiastic and sincere congratulations to Al Gore and the United Nations Intergovernmental Panel on Climate Change, who share this year's Nobel Peace Prize "for their efforts to build up and disseminate greater knowledge about man-made climate change, and to lay the foundations for the measures that are needed to counteract such change."

We heartily share the view of the Nobel committee that Mr. Gore is "the single individual who has done most to create greater worldwide understanding of the measures that need to be adopted" to solve the climate crisis.

We look forward to our ongoing work together to bring the movement to solve the climate crisis to even more of the world. We are thrilled that the Nobel Committee has chosen to recognize the leaders creating worldwide awareness and advocacy for the most pressing global issue of our time.

Al Gore Photo

Al Gore Speaking this morning at the Alliance for Climate Protection 

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ambiente al gore clima premio nobel

permalink | inviato da danielacondemi il 12/10/2007 alle 21:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


29 maggio 2007

Un posto pericoloso

Oggi come oggi se manifesti probabilmente vieni malmenato o arrestato (video), e magari qualcuno ti dice che "è un problema di demografia" o che sostieni l’"opera di Satana”. Qui certi diritti sono un concetto un po’ troppo recente per essere stato veramente acquisito dopo tanto regime sovietico. Qui il problema è giocare una certa partita sullo scacchiere internazionale, il resto non conta.

E quando si pensa alla Russia è inevitabile ricordare anche le morti, le troppe morti. È inevitabile pensare alla torbida vicenda di Litvinienko, o all’assassinio di Anna Politkovskaya e, insieme a lei, della libertà d’informazione. E non si possono dimenticare né l’omicidio di Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale che pochi giorni prima della sua morte aveva parlato di armi all’uranio e del loro impatto sull’ambiente, né la morte misteriosa di Andrea Tamburi, esponente radicale impegnato contro la pena di morte, ucciso nel ‘94 in Russia, e sulla cui scomparsa non è mai stata fatta chiarezza.

L’ultima puntata di Report, qualora ce ne fossimo dimenticati, ci ha ricordato una serie di motivi per cui abbiamo ed avremo a che fare con questo Paese, e quanto sia difficile dire che si tratti di un rapporto alla pari, con una Russia la cui società di stato detiene il monopolio di quella che sarà presto la principale fonte energetica mondiale. E allora quanto spazio ci sarà in futuro per parlare di diritti e di libertà d’espressione, in questa Russia avvolta da un equivoco filo che lega politica, economia e servizi segreti?

Stiamo forse sottovalutando questo posto pericoloso, oppure preferiamo far finta di niente perché non sappiamo bene quali risposte dare?


1 febbraio 2007

19.55: si spenga tutto

E' un segnale, soltanto un segnale. Ma un'alleanza per il Pianeta a questo punto ci toccherà farla per forza.




permalink | inviato da il 1/2/2007 alle 17:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

sfoglia     ottobre       
 

 rubriche

Diario
Articolo del giorno
Cronache politiche
Hanno detto
Scontri culturali
Sarò anche la loro voce
Al momento abbiamo un solo pianeta
Altra Napoli
Interviste
Divagazioni
Mondo
Eventi e manifestazioni

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

LAV
L'AltraNapoli
IPAM


RadioRadicale
Streamit
The Blog TV
Dagospia
Il Ficcanaso Tv
Il Corriere dell'Irpinia
Cosmopolis


***BLOG DA VEDERE
Adinolfi
Bioetica
Bolognetti
Daw
De Amicis
De Marchi
Dyotana
Ecoblog
Giornalettismo
Oscar Grazioli
Grillo
Hurricane
Inoz
Inyqua
Jazztrain
LiberaliperIsraele
Malvino
Nardi
Nazione Indiana
Politicrack
Riganera
Welby
Animali e diritti
Cercocasa
*Tocqueville
*The Network journal

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom