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10 dicembre 2007

Nell'intervista ad Ale e Franz parliamo di animali

Nel numero di dicembre del mensile La Cuccia, in occasione di una bella iniziativa di solidarietà per la quale si sono prestati, intervisto Ale e Franz circa il loro rapporto con gli animali.
Riporto il testo dell'intervista, che trovate anche qui.



Ogni anno, durante il periodo natalizio, per tanti rifugi e canili i calendari rappresentano una preziosa occasione non soltanto per raccogliere un po’ di fondi per acquistare cibo, medicine e coperte per i loro piccoli ospiti, ma anche per ricordare a tutti che esistono tanti animali che, magari da anni, vivono in una realtà angusta dalla quale desidererebbero venir fuori attraverso un’adozione.
Qualunque struttura, nonostante i sacrifici di chi vi opera quotidianamente con amore, per un cane, un gatto od anche un coniglio non potrà mai sostituire il calore di una vera casa e l’affetto di un compagno umano.
Il calendario è anche l’occasione per conoscere e far conoscere questo mondo commovente, accompagnando per tutto l’anno con delle immagini splendide coloro che decidono di acquistarlo e di regalarlo. Un modo come un altro per non essere dimenticati. Per il 2008 anche Ale e Franz (il famoso duo comico formato da Alessandro Besentini e Francesco Villa) hanno deciso di aiutare gli animali, partecipando alla realizzazione di un calendario che i volontari di Legnano hanno organizzato per raccogliere fondi per il loro canile, che si trova in provincia di Milano.

Parliamo dunque di animali con i due artisti, noti soprattutto per gli spettacoli televisivi Zelig, Mai dire Gol e Buona la prima, che si sono gentilmente prestati anche per la nostra intervista.

Ale e Franz, che rapporto personale avete con gli animali? Convivete con un animale domestico?
FRANZ Potrei dire che io convivo con Ale già da 14 anni, e me lo porto in giro qua e là durante l’ora d’aria… Scherzi a parte, non ho un animale domestico, perché non avrei gli spazi adatti per tenerlo, e ritengo che non riuscirei a dedicargli la giusta attenzione di cui avrebbe bisogno. Però sono cresciuto con cani e con gatti, perché quando ero bambino avevamo una casetta con giardino, dove abbiamo tenuto diversi animali.
ALE No, attualmente non ho animali, ma in passato ho avuto cani e gatti. In ogni caso il mio rapporto con gli animali si basa sul rispetto, e condivido quanto diceva prima Franz in proposito: per tenere bene un animale occorre dedicargli tempo, ed in questo momento io non ne avrei, e poi a mio parere occorre anche un po’ di spazio: non mi piace vedere gli animali in città in appartamenti troppo piccoli, non lo condivido molto.

Che cosa vi ha spinti a prestare il vostro impegno per un’iniziativa in favore degli animali?
FRANZ Quando si può dare una mano cerchiamo di farlo: in questo caso non ce lo hanno chiesto gli animali direttamente ma degli umani che fanno da tramite. Dunque diamo una mano anche a loro.
ALE I volontari del canile di Legnano avevano la necessità di raccogliere dei fondi e ci hanno chiesto una mano, e noi volentieri abbiamo deciso di aiutarli.
Voi riuscite a far ridere le persone con un umorismo garbato, privo di volgarità, che a volte richiama un po’ alla mente le gag di grandi coppie comiche che hanno fatto la storia del cinema italiano. È forse la vostra sensibilità come artisti ad andare di pari passo, al di fuori del vostro lavoro, con questa solidarietà per i diritti dei senza voce?
FRANZ Credo che ogni comico, ogni artista, abbia la propria sensibilità. Il fatto di avere una popolarità che deriva dal nostro lavoro è una fortuna che ci fa molto piacere di poter spendere anche al servizio di qualcuno. Diciamo che in questo caso lo sforzo non è stato nostro, ma di chi ha avuto l’idea ed ha messo in piedi e promosso l’iniziativa. È a queste persone che va il merito.
ALE Condivido! Conosciamo da tempo queste persone e siamo stati contenti di poter aiutare i cani che, appunto, sono dei senza voce.

Sapevate che Totò dedicò gli ultimi anni della sua vita a curare gli animali abbandonati?
FRANZ No, non lo sapevo, anche perché molto spesso certe cose ciascuno le tiene per sé, appartengono alla parte più intima e personale della propria vita. Giustamente c’è chi tiene riservato il proprio impegno sociale, a differenza di altri che invece tendono ad ostentare troppo questo tipo di iniziative.
ALE No, non lo sapevamo.

Se anziché essere due comici foste due politici quale legge in materia vorreste vedere approvata per prima?

FRANZ In materia direi che esiste già la legge sul maltrattamenti di animali, che in certi casi prevede anche il carcere. Mi sembra già un bel passo in avanti. Siamo a buon punto per i diritti di chi non può parlare, e questo mi sembra una cosa molto positiva.
ALE Guardi, come legislatore fisserei quantomeno una pena seria per chi li maltratta.

Ritenete che nel mondo dello spettacolo ci si spenda abbastanza su questi temi? E ai vostri colleghi che tipo di contributo suggerireste di dare per la causa dei diritti animali?
FRANZ La cosa fondamentale è comunque quella di non maltrattare gli animali. Non credo ci sia da promuovere un’iniziativa in particolare, ma credo che sia importante favorire una sensibilità ed accrescere un senso di responsabilità verso il mondo animale. Probabilmente sarò una persona fortunata, ma devo dire che onestamente nel mio piccolo non conosco persone che li maltrattino. Talvolta mi capita addirittura, all’opposto, di vedere alcuni che confondono la figura del figlio con quella del cane, e quindi parlano del cane dicendo “il piccolo” o “il bambino”, oppure dicono “porta giù il bambino”. Ecco, devo dire che in un certo senso queste manifestazioni mi irritano tanto quanto mi irrita vedere della violenza sugli animali.
ALE No, non penso che nel mondo dello spettacolo si faccia molto, ma forse c’è più indifferenza che omertà.

Quale è stato il caso che vi ha colpito di più?
FRANZ Di recente è stato un video che gira su internet e mostra delle persone che scuoiano i cani per fare delle pellicce.
A parte questo, la cosa che mi tocca di più è un cane che scodinzola per salutarti.
ALE Quando si vedono video come quello di cui parlava Franz la cosa importante è far conoscere queste cose, poter comunicare in giro quello che succede, e alzare la voce su questi temi. A me colpisce molto vedere il grande numero di cani abbandonati.

Raccontate un vostro episodio di vita con gli animali.
FRANZ Posso dirle solo che porto una cicatrice sul volto perché una volta un piccolo cane meticcio mi salutò un po’ troppo energicamente. Quindi diciamo che la mia vita con gli animali ce l’ho segnata in faccia. Però devo ammettere che lì fui io a sbagliare, abusando della sua pazienza. Me lo ricorderò!

Un proposito per il futuro.
FRANZ Non solo nel futuro, ma anche nel presente non bisognerebbe considerarli come degli esseri inferiori, perché fanno parte di questo mondo e dovrebbero avere gli stessi diritti che abbiamo noi. Questa mia idea riguarda più in generale il rapporto con l’ambiente, la natura e con qualunque forma di vita: non siamo infatti gli unici a popolare questo pianeta. Alla fine occorre considerare che ci sono altre forme di vita, ed è giusto dare loro il rispetto dovuto che noi stessi speriamo di ricevere.

Le notizie di cronaca mostrano negli ultimi tempi quanto nel meridione gli animali e le strutture che li accolgono versino spesso in condizioni ancora più difficili che in altre parti d’Italia. Possiamo cogliere questa occasione per strappare ad Ale e Franz un impegno a farsi coinvolgere in qualche iniziativa di solidarietà proprio al Sud?
FRANZ ED ALE Crediamo che al Sud il punto non sia tanto quello di promuovere un’iniziativa animalista piuttosto che un’altra, ma che vi sia l’esigenza di promuovere una diversa cultura diffusa che abbracci tanti aspetti del vivere sociale. L’estate scorsa abbiamo fatto uno spettacolo in Calabria per la Polizia di Stato: vi sono casi in cui deve addirittura andare nelle scuole per spiegare il proprio ruolo ai ragazzi, e far capire che i poliziotti non sono dei nemici. Occorrerebbe dunque sensibilizzare in generale le persone.

 



12 dicembre 2006

Intervista a Publio Fiori, segretario nazionale di Rifondazione DC

Dopo l’intervista ad una donna impegnata in politica, in questi giorni in cui si parla tanto di dove andranno le varie anime democristiane e di quali scenari potrebbero determinare, è la volta del segretario nazionale di Rifondazione Democristiana, partito di cui avevo già parlato qualche tempo fa.

Con Publio Fiori parliamo di ‘Grande coalizione’, di riforma elettorale e di referendum ma, soprattutto, più che del glorioso e tormentato passato della Dc, del suo futuro .


Su InPolitica.net.


Publio Fiori è il segretario nazionale del partito Rifondazione Democristiana , e il 30 novembre scorso ha dato vita insieme a tre formazioni politiche guidate dagli ex democristiani Pizza, Prandini e Sandri alla Federazione Democristiana, che attualmente vanta la titolarità dello storico simbolo Dc, e con la quale dichiarano di voler andare “verso la ricostruzione di una Dc unica che si colloca al Centro in posizione autonoma, alternativa alla sinistra radicale e non subalterna al centro-destra". Nella passata legislatura è stato Vicepresidente della Camera.



Lei ha apprezzato l’appello lanciato dal ministro Mastella affinché tutti coloro che sono di ‘fede democristiana’ trovino un accordo sulla prossima legge elettorale e addirittura pensino a presentarsi assieme alle prossime elezioni europee. Da un lato Mastella ribadisce la propria fedeltà all’Unione, dall’altra propone di presentare delle liste anche con l’Udc. E Casini dichiara che “la Casa delle Libertà non ha più senso”. Che cosa si muove sul fronte democristiano?
 
è sempre più diffusa l'esigenza di una ricomposizione dell'arcipelago democristiano per restituire identità agli schieramenti politici che questo bipolarismo ha annacquato. Credo che Casini e Mastella si muovano in questa direzione.
 
Casini per la riforma elettorale ha indicato la via di un sistema proporzionale alla tedesca che a prima vista sembrerebbe essere proprio il sistema più adatto per chi aspira a stare al centro. Lei che cosa ne pensa?
 
Siamo tutti d'accordo che il sistema elettorale alla tedesca sia il più adatto per la situazione italiana. Anche se i partiti più grandi sono contrari perché non vogliono perdere la rendita di posizione del maggioritario.
 
In occasione dell’ultimo congresso nazionale della Democrazia Cristiana qualcuno nell’Udc ha parlato di “congresso-fantasma”, anche se sono intervenuti parecchi big sia della Casa delle Libertà sia dell’Unione, Prodi compreso. Che significato ha avuto per voi questo congresso?
 
Il congresso del partito di Pizza è stato il punto di partenza per la costituzione di una federazione democristiana. Quindi, ha rappresentato un evento molto significativo.
 
Le formazioni politiche che si rifanno alla tradizione democristiana sono tante: l’Udc di Casini e Tabacci, l’Udeur di Mastella, l’Italia di Mezzo di Follini, la Dc per le Autonomie di Rotondi, senza contare singole presenze sparse all’interno di altri partiti come la Margherita  e Forza Italia. E poi c’è la sua Rifondazione Dc , che lei ha fuso lo scorso 30 novembre con le piccole formazioni di Giuseppe Pizza, Angelo Sandri e Gianni Prandini, costituendo la Federazione dei democristiani. Il dato saliente è che, tra tutti, proprio voi secondo il tribunale siete i legittimi detentori dello storico simbolo Dc. Ci racconta questa storia?
 
Il vero problema non e' tanto la legittimazione formale ad avere il nome e il simbolo della DC, quanto la legittimazione sostanziale sui valori e i contenuti che dobbiamo recuperare tutti insieme.
 
Per quale motivo un elettore che sentisse nostalgia della vecchia Democrazia Cristiana dovrebbe scegliere proprio voi? Tra alcune delle formazioni in questione vi sono delle differenze talmente sottili che in molti casi per un non addetto ai lavori sembrano proprio un mistero. Ci aiuta a tracciare una mappa e a fare chiarezza?
 
Il nostro obiettivo e' la riunificazione di tutte le sigle in modo che gli elettori si trovino di fronte una sola Democrazia Cristiana.
 
Lei per molti anni è stato in Alleanza Nazionale, che ha lasciato nel 2005 in polemica con le posizioni di Gianfranco Fini per il sì al referendum sulla fecondazione assistita. Era un tema che da solo meritava una scelta così forte, o fu soltanto la causa scatenante di una rottura che aveva già anche altre ragioni precedenti?
 
Ho lasciato AN quando ho dovuto registrare che la linea di Fiuggi, fondata sui valori del cattolicesimo e della dottrina sociale cristiana, aveva subito un deragliamento. Pertanto il Sì al referendum e' stata la controprova di un cambiamento già presente.
 
Subito dopo ha aderito al progetto della nuova DC per le autonomie fondata da Gianfranco Rotondi, divenendo presidente del partito, che un anno dopo però lascerà. Per quale motivo?
 
Un partito come la DC non può essere subalterno né a destra, né a sinistra. Quando ho visto (in ritardo) che il progetto del Sen. Rotondi era di mettere la DC al servizio di Berlusconi, ho ritenuto di non poter proseguire quella esperienza. Una cosa, infatti, sono le alleanze altra e' la subalternità.
 
Il Wwf e il rapporto Stern commissionato dal governo inglese hanno lanciato un serio allarme sullo stato di salute del Pianeta. Trova che i temi ambientali abbiano avuto sino ad oggi il giusto peso nei programmi e nell’agenda politica?
 
No. Sono convinto che nel dibattito politico italiano ci siano più problemi di schieramento, di formule e di potere che temi relativi alle grandi questioni presenti nella società. Tra queste non c'e' dubbio che quella ambientale sia la più importante.
 
La presenza femminile nelle istituzioni: quale può essere il ruolo delle donne nel governo dell’Italia?
 
Non desidero fare retorica né tanto meno propaganda politica. Faccio solo presente che quando l'accesso alla carriera e' veramente garantito a tutti, le donne si fanno valere. Nella magistratura, recentemente, la presenza femminile ha superato quella maschile. E' il sistema politico che e' bloccato per colpa di una nuova partitocrazia che diventa sempre più oligarchica.
 
L’errore peggiore fatto da Berlusconi.
 
L'aver enfatizzato iniziative legislative che hanno dato l'impressione di essere a favore di interessi particolari, se non personali.
 
L’errore peggiore del governo Prodi.
 
Essersi fatto subalterno ad alcune posizioni della sinistra radicale.
 
Uno schieramento trasversale ha dato vita ad un comitato referendario per abolire l’attuale legge elettorale. Che cosa pensa di questa iniziativa?
 
Il rimedio è peggiore del male perché il referendum punta a trasformare il bipolarismo in un bipartitismo che finirebbe per distruggere le grandi tradizioni politiche.
 
Nel futuro prossimo vede una ‘Grande Coalizione’?
 
C'è il rischio che possa accadere perché con la caduta delle identità è sempre più facile che destra e sinistra finiscano per incontrarsi sul piano della prassi e delle convenienze.
 
Se domani potesse battezzare con il suo nome una legge, quale vorrebbe che fosse la 'Legge Fiori ’?
 
Una legge che restituisca dignità ai trattamenti pensionistici agganciando le pensioni alle retribuzioni (perequazione delle pensioni).
_______________________________________________________________
Sito internet: www.rifondazionedc.it



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permalink | inviato da il 12/12/2006 alle 22:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


23 novembre 2006

Intervista a Jole Santelli, deputato di Forza Italia

Su InPolitica.net una breve intervista nella quale parla di norme sulla cittadinanza, della questione sicurezza, della presenza femminile in politica, di Grande Coalizione.

                                            

Jole Santelli è deputato di Forza Italia e componente della Commissione Affari Costituzionali e della Commissione Antimafia. Nella precedente legislatura è stata la più giovane a far parte della squadra di governo ed ha ricoperto per cinque anni il ruolo di Sottosegretario alla Giustizia.


Forza Italia ha criticato aspramente il disegno di legge Amato sul diritto di cittadinanza agli immigrati dopo cinque anni di permanenza in Italia, e lei è la prima firmataria alla Camera di unaproposta di legge su questo tema. Voi che cosa proponete?
 
Che la cittadinanza venga data agli stranieri che realmente si siano integrati nel nostro Paese e che pertanto conoscano la nostra lingua, la nostra storia, i nostri principi fondamentali, e che quindi facciano proprio il patto costituente della Repubblica.

La differenza sostanziale è che il governo commette l'errore di confondere l'accoglienza con la cittadinanza. Lo Stato può accogliere chi legalmente vive nel proprio territorio, ma la cittadinanza costituisce la concessione della sovranità.

Uno schieramento trasversale ha dato vita ad un comitato referendario per abolire l’attuale legge elettorale. Che cosa pensa di questa iniziativa?

Posso tollerare qualsiasi legge elettorale salvo quella che preveda l'introduzione delle preferenze, strumento in alcune zone del Paese di clientela e del mal costume della politica.

Nel governo Berlusconi è stata sottosegretario alla giustizia, ed in questa legislatura fa parte della commissione affari costituzionali. In questi giorni il ‘caso Napoli’ è diventato una questione politica centrale. Quali interventi ritiene che vadano intrapresi per questa città, e più in generale sul tema della sicurezza?

Innanzitutto recuperare risorse per la sicurezza al contrario di quanto fa il governo in questa finanziaria con la quale sostanzialmente azzera le risorse. La sicurezza si fa con i fatti e non con le parole, quindi meno passerelle e maggiore coerenza per ciò che si promette alla gente e ciò che realmente si attua.

La presenza femminile in politica secondo lei è cresciuta o si è fatta più debole in questa ultima legislatura?

Dai dati sembra cresciuta e credo che le polemiche sulle quote rosa, indipendentemente dalla mancata approvazione del disegno di legge, abbia provocato un problema politico all'interno di tutti partiti e quindi favorito l'ingresso delle donne.

Si è parlato spesso del rilancio di Forza Italia. Se Berlusconi le chiedesse di indicargli tre priorità per il partito quali potrebbero essere secondo lei?

1) azzeramento dei califfati locali, soprattutto laddove coloro i quali si fanno scudo della forza politica di Forza Italia non ne rappresentano in alcuna parte la reale impostazione
2) investirei molte risorse nella formazione politica soprattutto tra le nuove generazioni
3) istituirei un reale criterio di merito, si ottiene perché si lavora con correttezza e non per altri motivi

Se potesse tornare indietro nel tempo e correggere un errore che secondo lei c’è stato da parte del governo Berlusconi, quale errore correggerebbe?

Accettare le dimissioni del ministro Tremonti.

Quale pensa sia un errore di buona fede fatto dal governo di centrosinistra? E quale invece la colpa principale che gli si possa imputare?

Con Prodi presidente escludo la buona fede. La colpa principale è aver fatto sì che la bussola della politica di governo sia non la costruzione ma l'odio e la vendetta, non solo contro l'opposizione ma anche contro la maggioranza.

Nel futuro prossimo lei vede possibile ed auspicabile una ‘Grande Coalizione’?

La vedo difficile e sarebbe auspicabile solo se le forze politiche decidessero di essere corresponsabili di scelte impopolari ma necessarie per il Paese. Temo però che si tradurrebbe in un infinita serie di veti incrociati.

Se domani potesse battezzare con il suo nome una legge, quale vorrebbe che fosse la 'Legge Santelli'?

Una legge che riveda l'esercizio dell'azione penale e riaffidi l'iniziativa investigativa alla polizia giudiziaria, cioé una legge che recuperi i giusti confini tra sicurezza e giustizia, e restituisca ad un organo politicamente responsabile le politiche di sicurezza.

Il sito internet di Jole Santelli: www.jolesantelli.it


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permalink | inviato da il 23/11/2006 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa

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