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13 ottobre 2007

Faziosità

Trovo che in Italia sia frequente una faziosità vacua, che monta spesso a prescindere dai contenuti, e che spinge ad identificare ciò che sta a destra o a sinistra in Italia con tutto ciò che sta rispettivamente a destra o a sinistra in Francia, negli Stati Uniti ed in qualunque altra parte del mondo: come se le cose coincidessero. La conseguenza è quella di a difendere acriticamente o, a seconda, di sferrare attacchi sulla base di un semplice riflesso condizionato, sempre a prescindere da quella che può essere la complessità dell'oggetto in discussione. Ed ecco che in virtù di questo riflesso si solleva subito qualche commento di fastidio, tra la generale ovazione, per l’attribuzione del nobel per la pace ad Al Gore e all’IPCC-Intergovernmental Panel on Climate Change, il Comitato Intergovernativo dell’Onu per i mutamenti climatici.

A scanso di equivoci: dico subito che personalmente sono tra quelli che si uniscono all’ovazione per uno che oltretutto, in virtù di una manciata di voti e di qualche broglio elettorale che forse cambiò il mondo, a suo tempo non fu presidente degli Stati Uniti. Chiamatela pure solidarietà tra le vittime di brogli, ma tant'è.

Certo, come tante altre cose, il Nobel si può sempre criticare: basti pensare che l’ideatore di un premio che oggi viene dato in nome della pace fu proprio l’inventore della dinamite.

Tuttavia mi chiedo come mai, da parte di tanti esponenti del centrodestra nostrano, non vi siano la stessa identificazione ed una rincorsa sui programmi, quando Sarkozy si presenta ai francesi con dei punti seri e dettagliati in materia d’ambiente o quando David Cameron, leader dei conservatori inglesi, pone un fortissimo accento sul tema dell’ecologia. Stranamente su questo tema si riescono ad ignorare alla grande persino le parole del Papa.

Mi chiedo perché nel nostro Paese non si riesca ancora ad uscire da un’idea di ambientalismo e di anti-ambientalismo vecchie di trent’anni, perché chi sta a destra sotto sotto pensi ancora che l’ambiente sia qualcosa che riguarda quegli altri, e chi sta a sinistra deleghi il tema ai ‘verdi’; perché del Live Earth, un evento che ha coinvolto due miliardi di persone, qui i mezzi d’informazione si siano occupati pochissimo e soltanto all’ultimo momento.

La differenza è che in Italia spesso sembra ormai perduta la capacità di ragionare, di rompere gli schemi, di andare oltre degli atteggiamenti passivi e consolidati.

Tanto per fare un esempio pratico: prima uno vola alto se ripensa alle dichiarazioni di Sarkozy al momento della sua elezione, o leggendo questa intervista a Zac Goldsmith, che rende l’idea di come si possano superare certi vecchi steccati; poi però deve ripiombare impietosamente giù quando si imbatte nell'ultima dichiarazione con cui l'on. Luca Volontè critica la scelta di questo Nobel, perché dopotutto pure Al Gore avrebbe inquinato il pianeta con il suo concerto per il clima.


20 giugno 2007

L'Uomo delle Tasse

Oggi ci viene raccontata un’altra interessante storia che, tanto per cambiare, viene dalla Francia: in men che non si dica, e soltanto a distanza di un mese dalla nascita del governo, Sarkozy ha spostato Jean Louis Borloo dal ministero dell’Economia a quello dell’Ecologia.

Il fatto viene letto in maniera diametralmente opposta da due tra i più raffinati quotidiani italiani, e da queste divergenti letture ne discendono due o tre interessanti riflessioni e paralleli con la politica italiana.

Il Riformista presenta questo spostamento come una punizione per Borloo, il quale avrebbe la colpa di aver assestato un brutto scossone elettorale all’Ump, avendo prospettato un aumento delle tasse attraverso l’introduzione di un’‘Iva sociale’.

E qui il parallelo con l’Uomo delle Tasse italiano è inevitabile, e viene in mente quanto detto da Marco Venturi, presidente della Confesercenti, dopo i fischi della platea all’indirizzo di Prodi: «No, i fischi e le contestazioni non significano che la Confesercenti abbia un pregiudizio verso questo governo. A un patto però. Che Vincenzo Visco la smetta di trattarci come un Bancomat. Appena ha bisogno di un prelievo urgente viene qui». Ecco, da queste parti c’è da domandarsi chissà quanto consenso avrà portato l’immagine di Visco al suo schieramento politico.

Ma torniamo a Borloo. Il Foglio, dicevamo, legge invece la decisione di Sarkozy nei suoi confronti come una formidabile promozione: «Jean Louis Borloo, ministro dell’Economia nel governo Fillon I, è stato promosso ministro dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e delle Infrastrutture, con rango di ministro di stato e numero due del governo Fillon II».

E da qui deduco che intanto trattasi di ministero dell’ecologia e non dell’ambiente come usa in Italia, e già queste due diverse definizioni rispecchiano un modo di differenze. Che non finisce qui. Infatti in Francia il dicastero dell’Ecologia va con lo ‘Sviluppo Sostenibile’, che qui in Italia non esiste nemmeno e, udite udite, con le Infrastrutture, scelta che denota una concezione della valutazione dell’impatto ambientale delle opere umane da cui noi siamo ancora ben lontani. Infine, l’ultima notizia è che quel ministro dell’Ecologia è il numero due del governo, mentre nel nostro Paese, diciamolo, nonostante alcuni sforzi, quello dell’ambiente è e resta un ministero un po’ sfigato. E qui le differenze diventano una galassia.

Interpretazioni a parte, mi balena un ultimo, cattivo pensiero.

Certo che, se anche Prodi volesse, uno spostamento dell’Uomo delle Tasse italiano al ministero dell’Ambiente proprio non potrebbe verificarsi. E non perché quello sia un ministero di serie B, no. Diciamo per una questione quantomeno ‘estetica’: perché infatti mettere proprio Visco a fare la guardia al paesaggio, con quella condanna così antipatica per abuso edilizio a Pantelleria, starebbe proprio male.



7 giugno 2007

Il compromesso

 
Certo, le cose potevano anche andare meglio e il risultato prevedere qualche impegno un po’ più specifico.
Ma se da una parte abbiamo un Pianeta vivente che non aspetta e non può aspettare, dall’altra c’è pur sempre la politica, che quando tutto va bene non può che essere il regno del compromesso.




Chi ancora non vuole vedere era di certo un osso duro, e dunque Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (il quale, come aveva subito preannunciato, ha infatti mantenuto la parola), ce l’hanno proprio messa tutta.
Allora congratulazioni soprattutto a quei due, che tanto per ricordarlo a chi fosse ancora tentato di sostenere che la preoccupazione ecologica debba essere qualcosa ‘de sinistra’, sono dei leader moderati europei.



 



6 maggio 2007

"La Francia farà di questa lotta la sua priorità". Parola di presidente

ELISEO/ SARKOZY AGLI AMERICANI: AMICI MA A VOLTE IDEE DIVERSE
Lotta a riscaldamento globale sarà "priorita' della Francia"
Roma, 6 mag. (Apcom) - Amici e alleati, ma a volte con idee diverse: è l'"appello" che il neopresidente francese Nicolas Sarkozy ha fatto agli "amici americani".
"Potete contare sulla nostra amicizia. La Francia sarà sempre al vostro fianco" ha detto Sarkozy parlando ai militanti nel suo primo discorso dopo i risultati che lo hanno portato all'Eliseo.
"Ma l'amicizia è accettare che gli amici possano avere idee differenti". E lancia un affondo: "una grande nazione come gli Usa ha il dovere di non fare ostacolo alla lotta contro il riscaldamento globale; è in gioco il destino dell'umanità tutta intera. La Francia farà di questa lotta la sua priorità".


Tanto per insistere su questo punto, vorrei mettere in luce ancora una volta come all'estero il cambiamento del clima rappresenti un'indiscutibile priorità anche per un presidente di centrodestra (dovrebbe essere ovvio, no?), mentre in Italia troppo spesso le politiche per l'ambiente sono intese ancora come una cosa 'de sinistra'. Chissà se adesso stiamo cambiando.


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permalink | inviato da il 6/5/2007 alle 23:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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