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16 ottobre 2007

La polpetta avvelenata che la giunta Jervolino sta cucinando per il prossimo sindaco. E per l'intera città.

Puntata di Report, come sempre, molto interessante. Tema: gli Enti pubblici per racimolare un po' di soldi nell'immediato, mettono in piedi sempre più spesso operazioni di finanza strutturata che faranno sì che il piccolo debito che hanno oggi con le banche domani diventerà una voragine, tale da poter portare l'Ente al fallimento, come è accaduto nel caso del Comune di Taranto ("Perché un milione oggi, un milione domani c’è poi il rischio di fare la fine di Taranto che è fallito. E poi i soldi dell’Ici bisogna darli alle banche. Le stesse banche che hanno prestato soldi a Taranto poi gli hanno fatto fare i derivati, anche se il Comune di Taranto, era già da almeno dieci anni alla canna del gas").
Qui potrete vedere il video completo della trasmissione, ma mi sembra opportuno inserire in calce un estratto della parte dell'inchiesta che riguarda le iniziative intraprese in questo senso dal Comune di Napoli, su cui ci sarebbe molto da indagare, e dell'intervista della giornalista Stefania Rimini all'assessore Cardillo.
I motivi dell'assunzione di tali operazioni finanziarie da parte degli enti locali di solito possono essere due: in alcuni casi la ragione è una totale incapacità ed inadeguatezza degli amministratori locali, negli altri la loro malafede. Scegliete voi.
Una cosa è certa: dopo esservi fatti un quadro della situazione, se qualcuno per caso dovesse proporvi di diventare il prossimo sindaco di Napoli, qualcosa mi dice che scapperete a gambe levate.


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Da Report del 14 ottobre 2007

FRANCESCO BOCCIA- Capo Dipartimento Economico Palazzo Chigi
Quello che è successo a Taranto rischia di succedere ogni giorno in tanti comuni del Mezzogiorno.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Per esempio al Comune di Napoli, che è già fallito una volta nel 1993 e oggi tra multe mai pagate e tasse mai incassate si trova con un buco da 1 miliardo di euro. Ma per pagare i debiti che operazioni avranno messo in piedi? Di quelle che rifilano il debito ai posteri?

STEFANIA RIMINI
Le rate sono sempre quelle oppure le rate piu’ pesanti si spostano in avanti?

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
No, no, no. Perché non bisogna perseguire una strada sbagliata che sarebbe un po’ un investimento al buio e di prendersi tutti i benefici oggi spalmando tutto verso il futuro e quindi sarebbe molto avventato consegnare tutto ciò diciamo alle future generazioni.

STEFANIA RIMINI
Voi non l’avete fatto?

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Non lo facciamo, noi abbiamo fatto sempre spalmature graduali diciamo che mantengono inalterata la filosofia delle operazioni che abbiamo messo in campo.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Il Comune ci ha fornito i contratti e peccato che smontandoli esce fuori tutto il contrario di quello che dicevano loro.

MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Il Comune ha degli incassi per i primi anni del contratto che vanno dal 2004 al 2011, progressivamente questi incassi diventano meno consistenti, poi c’è uno stacco e dal 2011 fino alla fine del contratto che è nel 2024 il contratto stesso produce delle forti perdite per il comune.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Dopo il 2011 il Comune dovrà sborsare circa 100 milioni, ma nei primi 8 anni incasserà e basta, per un totale che va da 52 a 59 milioni a seconda delle stime.
Questo in effetti lo aveva detto anche l’assessore.

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Noi ci aspettiamo appunto flussi positivi nelle nostre stime almeno fino al 2010. Questo era nelle nostre previsioni e nelle nostre stime...

STEFANIA RIMINI
Ma ve le aspettate per come sono strutturati i contratti?

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Quando abbiamo strutturato i contratti queste erano le nostre attese.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Allora l’hanno fatto apposta! Hanno fatto un contratto che permette al comune di Rosa Russo Iervolino di incassare, mentre il suo successore si troverà strangolato senza saperlo.

STEFANIA RIMINI
Quindi chi arriva a gestire il Comune di Napoli dopo il 2011 si troverà a dover pagare?

MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Sì, si troverà ad avere dei pagamenti...

STEFANIA RIMINI
Di quanto?

MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Complessivamente per 100 milioni di euro.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Intanto però questa giunta può vantarsi dei risparmi.
Sono quelli che arriveranno dopo che non potranno fare un gran che perché gli swap sono serviti ad avere meno interessi da pagare nell’immediato mentre il debito è stato spostato avanti negli anni. E la chiamano “gestione attiva del debito”.

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
E’ sapere anche montare e smontare le operazioni facendo operazioni utili e vantaggiose per il Comune.ì

STEFANIA RIMINI
E questo non significa però spostare solo il debito in avanti.

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Assolutamente.

STEFANIA RIMINI
Assolutamente si o assolutamente no?

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
No non lo stiamo spostando.

STEFANIA RIMINI
In avanti...

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Assolutamente.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Assolutamente si: l’operazione che rifilava ai posteri esborsi per 100 milioni di euro è stata ristrutturata. Prezzandola salta fuori che se prima incassavano 59, adesso incasseranno 70 milioni per i primi 5 anni e mezzo, mentre i loro successori che con il contratto precedente avrebbero dovuto pagare 100, adesso dovranno tirare fuori la modica cifra di 204 milioni di euro fino al 2035.
E quanto è costato questo debito ad orologeria per le giunte future?

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Dunque, vediamo un poco, intanto voglio dire, diamo un po’ di riferimenti piu’ che di numeri.

STEFANIA RIMINI
Ma in valore assoluto quanto ha speso il Comune di Napoli per fare l’operazione?

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Questo ovviamente diciamo, noi non spendiamo niente, voglio dire non è che noi spendiamo per fare l’operazione coi derivati.

STEFANIA RIMINI
Cioè costi impliciti non ce ne sono?

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
No, no assolutamente.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Certo esplicitamente loro non hanno sostenuto nessun costo, ma facendo stimare l’operazione del 2004 viene fuori che le banche hanno ottenuto un profitto di 6 milioni e mezzo. L’anno dopo hanno “rimodulato” lo swap cambiando un po’ le condizioni e ancora una volta il Comune dice che non è costato niente.

STEFANIA RIMINI
Però lei dice queste rimodulazioni per il comune sono a costo zero.

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Si, nel senso che noi non paghiamo un costo per rimodulare l’operazione.

STEFANIA RIMINI
Cioè però la banca ogni volta che rimodula lo fa per beneficenza.

ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
La Banca, fa ovviamente,dal suo punto di vista, secondo me facendo bene il suo mestiere, si appresta che nella rimodulazione, di essere piu’ brava nella negoziazione col comune, e nelle nuove condizioni di rimodulazione, si aspetta di realizzare piu’ profitto. Questo è normale dal loro punto di vista, ma ovviamente, io mi aspetto che con la bravura nostra e dei nostri uffici, di essere invece piu’ bravi delle banche.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Forse sono state più brave le banche, Barclays, Opi e Deutsche Bank, perché dalla valutazione emerge un costo di 15 milioni sostenuto proprio nella rimodulazione.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ma come si fa a non accorgersi di una cifra così grande? Perché il comune non conosce né il valore del contratto che chiude, né il valore del contratto che apre. Esempio: hanno chiuso un derivato stimato –22 per aprirne un altro stimato –37. La differenza sono 15 milioni di euro che Barclays, Deutsche Bank e Opi ti devono dare. Loro se li tengono, tu non lo sai, e quindi questa perdita non la scrivi nemmeno nel bilancio.
Su queste operazioni la Corte dei Conti se ne è accorta e scrive testualmente: “Il fenomeno è preoccupante perché le esposizioni finanziarie possono diventare progressivamente insostenibili”. Inoltre censura lo spostamento del debito sulle gestioni future, “destinate a farsi carico degli effetti negativi loro tramandati, e che saranno difficili da sostenere”.
Parole, belle, ma nulla di più perché nell’ultima finanziaria nulla si dice, e quindi queste operazioni continuano, sono lecite.
Abbiamo visto i comuni, che essendo pieni di debiti si attorcigliano dentro contratti che danno benefici immediati a scapito delle giunte future e a vantaggio stratosferico per le banche.  (...)


29 maggio 2007

Un posto pericoloso

Oggi come oggi se manifesti probabilmente vieni malmenato o arrestato (video), e magari qualcuno ti dice che "è un problema di demografia" o che sostieni l’"opera di Satana”. Qui certi diritti sono un concetto un po’ troppo recente per essere stato veramente acquisito dopo tanto regime sovietico. Qui il problema è giocare una certa partita sullo scacchiere internazionale, il resto non conta.

E quando si pensa alla Russia è inevitabile ricordare anche le morti, le troppe morti. È inevitabile pensare alla torbida vicenda di Litvinienko, o all’assassinio di Anna Politkovskaya e, insieme a lei, della libertà d’informazione. E non si possono dimenticare né l’omicidio di Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale che pochi giorni prima della sua morte aveva parlato di armi all’uranio e del loro impatto sull’ambiente, né la morte misteriosa di Andrea Tamburi, esponente radicale impegnato contro la pena di morte, ucciso nel ‘94 in Russia, e sulla cui scomparsa non è mai stata fatta chiarezza.

L’ultima puntata di Report, qualora ce ne fossimo dimenticati, ci ha ricordato una serie di motivi per cui abbiamo ed avremo a che fare con questo Paese, e quanto sia difficile dire che si tratti di un rapporto alla pari, con una Russia la cui società di stato detiene il monopolio di quella che sarà presto la principale fonte energetica mondiale. E allora quanto spazio ci sarà in futuro per parlare di diritti e di libertà d’espressione, in questa Russia avvolta da un equivoco filo che lega politica, economia e servizi segreti?

Stiamo forse sottovalutando questo posto pericoloso, oppure preferiamo far finta di niente perché non sappiamo bene quali risposte dare?


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