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2 novembre 2007

News/Ambiente: Olimpiadi Pechino, inquinamento resta primo problema

PECHINO (CINA) (ITALPRESS) - Nelle storia delle Olimpiadi e' accaduto che alcune gare siano state rimandate per cattivo tempo o, nel caso della vela, per mancanza di vento, ma fino ad ora non e' mai successo che una competizione sia stata posticipata per l'eccessiva presenza di smog. La prima volta potrebbe essere a Pechino 2008 e a ribadirlo, in settimana durante una visita nella capitale cinese, e' stato il presidente del Cio, Jacques Rogge.
"Nonostante gli sforzi intrapresi, le condizioni richieste per gli atleti impegnati in gare di resistenza potrebbero non essere al cento per cento", ha detto Rogge durante un convegno su sport e ambiente organizzato da Cio, Bocog e Unep, il Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite. "Proprio per questo- ha aggiunto - dovremmo prendere in considerazione l'ipotesi di riprogrammare alcuni eventi, affinche' la salute degli atleti sia scrupolosamente salvaguardata".
Le preoccupazioni di Rogge non sono nuove, ma per gli organizzatori delle Olimpiadi il monito lanciato dal presidente del Cio e' stato comunque inaspettato. E' infatti arrivato poche ore dopo le lodi che l'Unep ha rivolto a Pechino per i progressi fatti nella lotta all'inquinamento e le parole rassicuranti di Hein Verbruggen, l'olandese a capo degli ispettori del Comitato Olimpico incaricati di controllare la preparazione dei Giochi.
"Non c'e' nulla, e ripeto nulla, che possa mettere a rischio l'organizzazione delle Olimpiadi", ha detto Verbruggen al termine della sua penultima visita ufficiale nella capitale cinese. "La qualita' dell'aria e' ancora un problema - ha sottolineato -, ma e' come se stessimo correndo una maratona: lo sprint finale decidera' se Pechino meriti una medaglia d'oro o una d'argento".
Bisognera' quindi aspettare le Olimpiadi per sapere cosa accadra', ma i motivi per essere pessimisti sono molti. Secondo il rapporto stilato l'anno scorso dalla Conferenza per la qualita' dell'aria, Pechino occupa la prima posizione tra le citta' piu' inquinate al mondo, con una presenza di polveri sottili per metro cubo d'aria di oltre cinque volte superiore a Londra e a New York. Il ritmo vertiginoso del boom economico cinese, sommato all'utilizzo ancora frequentissimo del carbone e al crescente numero di automobili e motorini, fa si' che questa citta' sia spesso coperta da una coltre di smog. E' accaduto anche tra venerdi' e sabato, all'indomani della visita di Rogge, quando le autorita' sono state costrette a richiedere ad anziani e bambini di non uscire di casa.
Eppure dal 2001, l'anno in cui e' stata assegnata a Pechino l'organizzazione dei Giochi del 2008, sono stati spesi 12 miliardi di dollari per migliorare la qualita' dell'aria. A nove mesi dalle Olimpiadi, i cinesi cercano ora di mettere a punto il piano finale, quello che dovrebbe permettere condizioni soddisfacenti per la salute degli atleti.
Di certo si sa gia' che durante i Giochi verra' fortemente limitato il traffico di mezzi privati sulle strade di Pechino, cosi' come e' gia' stato fatto, in via sperimentale, nell'agosto scorso.
Si sta inoltre discutendo la possibilita' di chiudere alcune fabbriche o perlomeno di limitarne la produzione, come accadra' ad esempio con le acciaierie Shougang. Situata a una quindicina di chilometri dal villaggio olimpico, in quella che una volta era campagna e che ora fa parte della sterminata periferia pechinese, la fabbrica e' una delle piu' inquinanti delle citta' e martedi' scorso ha annunciato che, tra il luglio e il settembre 2008, ridurra' la produzione di oltre il 70%.
Tutti passi importanti per assicurare un'Olimpiade senza troppo smog, ma il resto del mondo ancora non si fida. E cresce il numero di delegazioni che, per salvaguardare la salute degli atleti, arrivera' a Pechino all'ultimo momento.
(ITALPRESS).
col/sat/ 01-Nov-07 11:42


18 agosto 2007

I motori e l'aria che respiriamo

Piccola rassegna stampa: mentre da una parte un vecchietto di Tokyo portavoce di cittadini con patologie respiratorie e dall'altra un gigante come lo Stato della California mettono in difficoltà la Toyota per danni arrecati all'ambiente, a New York Bloomberg si conferma un sindaco invidiabile che prende delle decisioni avanzate e coraggiose contro l'inquinamento.
Ma la buona notizia è che non si prospettano soltanto divieti: presto o tardi arriverà anche qualcosa del genere.






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permalink | inviato da danielacondemi il 18/8/2007 alle 2:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

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